NOVEMBRE | corteccia

Avete mai fatto scorrere la vostra mano sulla corteccia di un vecchio albero? E’ una sensazione molto bella._va_testata-fb-novembre_corteccia
In autunno quando gli alberi perdono le foglie il disegno della corteccia sui tronchi diventa protagonista. E’ possibile osservare con facilità la struttura di ogni corteccia , il colore, il  rilievo, la tessitura e scoprire che le cortecce sono tutte diverse. Ce ne sono di lisce, di colore bianco argentato e con fibre ad andamento orizzontale come quelle delle betulle. Chi da bambino non ha saputo resistere all’impeto di staccarne qualche strato? Poi ci sono quelle un po’ maculate o a texture mimetica come quelle degli alberi di platano. I ciliegi e i pruni hanno tronchi lucidi, di colore rosso ambrato che tendono a sfaldarsi in modo molto decorativo in inverno. Tra le cortecce più in rilievo si pensa subito a quella della quercia da sughero. Eccone qui una fotografata nella regione dell’Alentejo nel sud del Portogallo.

va_quercus-suber-alentejo-02va_quercus-suber-alentejo-01Esistono anche cortecce con aculei, come quelle degli alberi di Chorisia speciosa, una varietà originaria del sudamerica e molto presente nella zona di Palermo, in particolare nell’Orto Botanico.

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Nel giardino del nostro studio a Milano, ogni giorno guardando fuori dalle nostre finestre ci capita di osservare la corteccia di un maestoso faggio purpureo dal colore grigio argenteo e dalla struttura liscia. va_fagus-atropurpurea-milano-01

La corteccia oltre che per la bellezza ornamentale è importante anche per il suo ruolo di vera e propria “pelle degli alberi”. Si tratta dello strato di rivestimento esterno dell’albero che protegge le fibre più legnose in cui scorrono i canali linfatici. E’ importante per cui non danneggiare mai in alcun modo questa parte degli alberi che ospita anche tantissime forme viventi animali e vegetali invisibili.

Per il nostro tema di novembre abbiamo scelto l’immagine della corteccia di un Noce alato del Caucaso [Pterocarya fraxinifolia].

va_pterocaria-fraxinifolia_orto-botanico-edimburgo-01va_pterocaria-fraxinifolia_orto-botanico-edimburgo-02Osservato in Scozia visitando l’Orto Botanico di Edimburgo, questo grande albero colpisce per i caratteristici frutti penduli e per la scultorea corteccia di colore grigio nera con grandi rilievi e spaccature ad andamento longitudinale. va_pterocaria-fraxinifolia_orto-botanico-edimburgo-03

Osservare, toccare la corteccia di un albero e ricordarsi com’è fatta è un elemento in più che può aiutarci ad entrare in sintonia con la natura e a riconoscere gli alberi anche nelle stagioni in cui non hanno le foglie. Scegliete il vostro albero preferito e fate una prova.. sapreste descrivere com’è la sua corteccia?

Foto © VERDEarchitettura

Anemone ‘Wild Swan’

Finalmente fiorita la nostra perenne MUST HAVE

Questa mattina si è aperto il primo fiore del nostro Anemone ‘Wild Swan’ ed è bellissimo!!!

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I petali sono bianchi nella parte interna e hanno invece sul lato rovescio sfumature di blu e lilla. La fioritura è abbondante e continua tra maggio e settembre. Trovano il loro habitat ideale nei giardini della fascia boschiva e parzialmente all’ombra. Amano terreno ricco, ben drenato e calcareo.

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E’ stato un colpo di fulmine tre anni fa, quando in visita all’edizione del centenario del Chelsea Flower Show a Londra, abbiamo notato nel Laurent Perrier Garden disegnato dal paesaggista svedese Ulf Nordfjell una bordura in cui ondeggiavano delicate corolle bianche con sfumature di color lilla, spinte da un freddo vento primaverile inglese. E’ così che ci siamo innamorate di questa varietà di anemone che è alta circa 40 – 45 cm. Qui le nostre immagini scattate al Chelsea nel 2013 che ci hanno ispirarato..  potete capire perchè da allora non abbiamo smesso di pensare che fosse un anemone veramente speciale!!!

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Tornate in Italia abbiamo aspettato che entrasse in produzione tra i vivaisti di nostra fiducia e abbiamo iniziato dall’anno scorso ad utilizzare questo anemone per messe a dimora su terrazzi o giardini di nostri progetti. Non potevamo però non averne qualche piantina anche nel nostro studio!!! Se messi a dimora in cassette o fioriere da appoggiare su davanzali rialzati è bellissima, come succede da noi, la visione che si ha dal basso di questi anemoni. 

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 Per i più curiosi in questo link potete leggere la storia di questo fiore, elegante e nello stesso tempo dal portamento così semplice e spontaneo. Nato circa 15 anni fa in un vivaio in Scozia per merito di Elizabeth MacGregor e già premiato nel 2011 come Chelsea New Plant of the Year.

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PASSEGGIANDO TRA FIORI E CRISTALLI

Un percorso tra la perfezione dei cristalli della Maison Baccarat e la delicatezza delle fioriture primaverili dell’Orto Botanico di Brera a Milano.

La Milano Design Week è un evento internazionale e imperdibile in cui gli allestimenti invadono spazi della città a volte chiusi al pubblico, che prendono vita in una modalità nuova e da sogno che può stupire anche chi Milano la vive tutti i giorni. Quest’anno l’Accademia di Brera ha ospitato la mostra “Lumières out of the box” della Maison Baccarat. All’interno della Sala Napoleonica e con un percorso esterno tra gli archi della corte principale è stato possibile perdersi nel mondo onirico degli chandeliers più classici e delle re-interpretazioni contemporanee dei designer più importanti al mondo. Abbiamo visitato la bellissima mostra al termine della quale non abbiamo saputo resistere alla classica passeggiata primaverile all’aperto tra le aiuole dell’Orto Botanico. Ecco le nostre suggestioni per immagini in cui le trasparenze ed i colori delle creazioni di Baccarat si fondono alla forme della natura antica e semplice come in un giardino di cristallo.

Va_01_baccarat_accademia brera milano design weekVa_04_Iris japonica_orto botanico breraVa_02_baccarat_accademia brera milano design weekVa_05_Viburnum cotinifolium_orto botanico breraVa_03_baccarat_accademia brera milano design weekVa_06_Brunnera macrophylla ‘Jack Frost’_orto botanico breraLa nostra  passeggiata per l’Orto Botanico ci ha fatto riscoprire un parterre di Iris japonica, i bellissimi fiori accompagnati dal dolce ed inebriante profumo di un Viburnum cotinifolim, le nuvole di petali azzurri della Brunnera machrophylla ‘Jack Frost’. In aprile il glicine sulla torre dell’Osservatorio astronomico in mattoni è strepitoso, come anche tutto il giallo della Rosa Banskia e delle prime grandi campanule della Brugmansia.Va_07_orto botanico brera _glicineVa_08_orto botanico brera_rosa banksia brugmansiaVa_09_orto botanico brera

Colpisce anche l’azzurro dei fiori della Borragine (Borago officinalis), ma il nostro preferito è l’abero di Sant’Andrea (Diospyros lotus), che con la sua corteccia grigia ci fa innalzare lo sguardo fino al cielo per osservare le prime foglie verdi. Va_12_Borago officinalis_orto botanico breraVa_11_baccarat chandelierVa_13_Diospyros lotus_orto botanico breraVa_10_baccarat chandelier

Ci dobbiamo tornare più spesso..

Un grazie speciale a Baccarat, Orto Botanico di Brera e Accademia di Brera

Milano Design Week 2016

Testo & Photocredit © VERDEarchitettura

Novembre in giardino

Va_novembre giardino 01E’ novembre e noi siamo ancora in giardino |

Siamo tornate a visitare un piccolo giardino di cui quest’anno abbiamo curato sia la progettazione che la sistemazione a verde. Pensavamo di fare solo un sopralluogo veloce per vedere se tutto era in ordine e pronto al riposo vegetativo. Abbiamo invece avuto una bellissima sorpresa.

Va_novembre giardino 0202_creditSotto le chiome di coloratissimi platani, tigli e liquidambar il nostro giardino, protetto dall’antica torre in mattoni, era ancora in pieno splendore e grazie alla sua posizione un po’ riparata e al sole che arriva nel pomeriggio è stato possibile rimanere all’aperto per qualche ora. Ecco qui qualche immagine.

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Dall’alto del terrazzo al primo piano si può vedere il patio con il pavimento in grandi piastrelle di pietra naturale dove abbiamo pensato la zona del pranzo all’aperto. Il tavolo e le poltroncine da esterni sono protette da una copertura vegetale. Abbiamo recuperato due glicini esistenti e progettato intorno una nuova struttura leggera per sostenerli. Al di sopra della struttura scorre una tenda elettrica per i momenti più assolati delle stagioni calde. Oggi la tenda non occorre e le foglie che tendono al giallo autunnale del glicine sono piacevolissime.

Va_novembre giardino 03_creditVa_novembre giardino 04_credit_okNella bordura del giardino si possono ancora distinguere le foglie di Heuchera, Liriope, qualche piccola Hosta e felce.

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Sul terrazzo è rimasta qualche ultima rosa, le campanuline fioriscono ancora e gli anemoni sono tutti una nuvola di semi.

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Guardando il cielo limpidissimo oltre al cinguettio di uccellini che si spostano da un ramo all’altro, quello che colpisce sono le foglie rosse dei due Liquidambar styraciflua.

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Passeggiando per il parco che circonda il giardino ancora meraviglie autunnali, tra cui le incredibili fioriture di varietà di Camelia sasanqua.

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Ma la vera sorpresa per noi è, mentre stiamo andando via, sentire un profumo intenso che normalmente associamo a calde giornate di giugno. Guardando bene in uno dei vasi in cotto troviamo qualche bocciolo in fiore di Gardenia grandiflora.. a novembre.. Bellissimo!!!

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Va beh.. vorremmo stare qui ancora un po’, ma ora dobbiamo proprio andare. Ahh, già che ci siamo però raccogliamo qualche foglia e un po’ di bacche fresche per fare composizioni autunnali.

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Testo | Progetto | Photocredit © VERDEarchitettura

A Lucca tra tesori e rarità botaniche

Va_orto botanico lucca 01Se vi trovate a passare da Lucca andate a visitare l’Orto Botanico della città ubicato a ridosso delle mura, poco distante da baluardo San Regolo vicino a Porta Elisa. Si tratta di un luogo davvero sorprendente che comincia ad incuriosire quando lo si scorge dall’alto lungo la passeggiata ciclopedonale delle mura della città intravedendo già il bellissimo laghetto con piante acquatiche, ninfee, ranuncoli d’acqua e la rigogliosa vegetazione spondale che vi cresce intorno. Ma è solo visitandolo che ci si accorge da vicino della sua particolarità. Si tratta infatti di un Orto Botanico di impianto storico ottocentesco in cui si possono ammirare specie arboree, erbacee ed arbustive di assoluta rarità. L’Orto Botanico di Lucca è conosciuto dai cittadini e dai turisti come un bellissimo parco pubblico con viali ordinati e puliti dove riposarsi e godere momenti di relax, ma pochi sanno che è uno scrigno che custodisce varietà botaniche rare che da sole costituirebbero un ottimo richiamo per gli appassionati del verde di tutta Europa. Per questo vogliamo presentarvi alcuni di questi tesori scoperti in una sorta di breve tour che è stato possibile grazie alla guida della botanica Alessandra Sani che lavora nell’Orto Botanico e che se ne prende cura con grande passione.

| LA COLLEZIONE DI FRANGIPANE

Va_ORTO BOTANICO LUCCA plumeria acutifolia (2)

La prima sorpresa è una collezione di Plumeria rubra più nota come frangipane, una pianta tropicale originaria delle zone dell’America centrale e delle zone caraibiche e naturalizzata in Sicilia e nelle zone costiere del sud Italia. Si può considerare la più esotica delle piante tropicali famosa per il bellissimo fiore di vari colori – bianco, rosso, giallo – e per il profumo dolcissimo e particolare che emana. La collezione dell’Orto Botanico di Lucca è costituita anche dalla presenza della più comune Plumeria rubra var. acutifolia, con il fiore bianco candido e il centro giallo intenso, che è la varietà più diffusa ma anche la più resistente agli inverni rigidi caratterizzata dal profumo molto intenso. Viceversa la bellissima varietà di Plumeria pudica, dai fiori bianco purissimo con il centro giallo-verdastro, non è affatto profumata.

Va_ORTO BOTANICO LUCCA plumeria rubra 01-02Va_ORTO BOTANICO LUCCA plumeria pudica

 

| PASSIAMO ALLE RARITA’: KOSTELETZKYA PENTACARPOS

Va_orto botanico lucca_Kosteletzkya pentacarpos 01

Si tratta di una pianta erbacea perenne autoctona alta circa 1,5 metri e dal diametro di circa un metro, con rami eretti e una fioritura abbondante di tanti piccoli fiori rosati. La Kosteletzkya pentacarpos si presenta con la sua bellissima fioritura tardo estiva (luglio – ottobre) di leggerissimi fiori rosa e stupisce per il suo portamento aereo e spontaneo. Pochi sanno però che si tratta di una specie “alofita non obbligata” cioè in grado di tollerare grandissime concentrazioni saline nell’acqua e quindi estremamente resistente a situazioni estreme, adatta cioè a zone spondali fluviali ma anche marine vicino alle foci di fiumi. A causa dei cambiamenti climatici e della pressione antropica, le bonifiche del paesaggio e le arginature dei fiumi, molte popolazioni di Kosteletzkya pentacarpos si sono estinte e la specie, ora sottoposta ad un vincolo di protezione CEE, è da considerarsi a rischio d’estinzione e quindi estremamente rara.

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| IN ULTIMO ECCO  UN VERO GIOIELLO:  TROCHETIOPSIS EBENUS

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Qui si parla di una vera rarità a rischio di estinzione. Un arbusto che cresce in pieno Oceano atlantico nell’Isola di Sant’Elena, comunemente chiamato Ebano di Sant’Elena,  quasi del tutto estinto a causa dell’introduzione sull’isola, alla fine dell’800, dall’allevamento delle capre. Si tratta di un arbusto di circa 1,50 metri con belle foglie verdi lanceolate bordate di bianco e grigiastre nella pagina inferiore.  Va_Trochietiopsis ebenus 02I fiori a cinque petali con un centro di color marrone nerastro durano solo un paio di giorni e sono leggermente profumati. L’attesa della fioritura del Trochietiopsis ebenus può valere una visita nell’Orto botanico di Lucca! Va_Trochietiopsis ebenus 01

Orto Botanico di Lucca | via del Giardino Botanico, 14 – 55100 Lucca (Toscana – Italia)

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Tour nell’Orto Botanico di Brera | Milano

Ricreare nel proprio giardino quell’effetto di prato spontaneo primaverile con un mare di fiorellini azzurri

base bianca_FIORELLINI AZZURRI copiaVi siete mai persi a guardare un prato di campagna in primavera? Noi si, e anche parecchie volte!!! Ecco qui qualche suggerimento per la scelta di varietà di perenni a fioritura primaverile tutte di colore azzurro. Non stiamo parlando di nulla di difficile o complicato. Appartenenti alla famiglia delle Boraginacee, sono specie abbastanza comuni e rustiche e si trovano con facilità presso vivai e garden specializzati.

*Myosotis sylvatica [NON TI SCORDAR DI ME] un classico che non necessita di presentazioniVa_myosotis sylavtica_01

*Brunnera macrophylla [BRUNNERA] pianta erbacea perenne, cugina meno nota del ‘Non ti scordar di me’. Molto apprezzata per il portamento leggero e luminoso dei fiorelli azzurri che sbocciano tra aprile e maggio. I fiori  ondeggiano al di sopra di verdi foglie rustiche a forma di cuore che formano un cuscino sul terreno. La Brunnera ama un’esposizone tra l’ombra e la mezz’ombra. Spesso si autosemina nelle stagioni successive alla messa a dimora. Va_brunnera macrophylla_02

* Brunnera macrophylla ‘Jack Frost’ Qui esageriamo un po’ e sconfiniamo nel molto decorativo. Questa varietà di Brunnera, oltre ai bellissimi ed aerei fiorellini azzurri, presenta foglie cuoriformi con delicata variegatura di colore verde argenteo e verde menta. Una meraviglia che risalta se viene impiegata in zone del giardino in ombra. Interessante anche durante le ore successive al tramonto. Va_brunnera macrophylla jack frost_03

*Omphalodes verna [OCCHI DELLA MADONNA] questa piccola perenne appartiene alla flora spontanea dei boschi umidi dell’area prealpina. Una vera madeleine che fa ritornare tutti bambini. Non è facile da trovare nei garden, ma tentar non nuoce..

Va_omphalodes verna_04Per scoprire o ripassare queste ed altre interessanti specie botaniche vi consigliamo una passeggiata all’Orto botanico di Brera a Milano. Va_orto botanico brera milano_06

E’ qui che abbiamo fotografato al volo queste belle piante mentre stavamo visitando le installazioni del Fuori Salone 2015. Va_orto botanico brera milano_07

[Foto ©VERDEarchitettura]

Buon Compleanno Linneo!!!

Carl Linnaeus nato il 23 maggio 1707 a Råshult, nel sud della SveziaHB_linneo_01

Spesso chiamato ‘Flower King’ il celebre scienziato svedese Carl Linnaeus è soprattutto conosciuto in tutto il mondo per il suo metodo di classificazione delle piante, presentato nel 1735 nel trattato Systema Naturae. Nella sua vita però Linneo ha rivolto la sua curiosità e la sua creatività anche ad altre discipline. Non era solo naturalista, botanico, zoologo e geologo, ma anche medico, consulente della salute e filosofo. Si potrebbe dire che Linneo pensava in modo interdisciplinare, osservando le interazioni tra le persone e la natura. In termini moderni, lo si potrebbe chiamare il primo ecologista. Nel 1748 restaura il Giardino Botanico di Uppsala (Hortus Hupsaliensis) disponendo le piante secondo il suo ordine di classificazione. Ed è proprio in questo antico orto botanico che noi ci siamo persi percorrendo e fotografando tutte le aiuole. Abbiamo visitatato per voi Uppsala Botaniska trädgården durante un bellissimo viaggio in Svezia alla ricerca delle suggestioni dei giardini, della natura  e della storia botanica che caratterizzano questo affascinante paese.Va_HB_linneo_03Va_HB_linneo_02Va_HB_linneo_04Va_HB_linneo_05Va_HB_linneo_06Va_HB_linneo_07

 

 


The Swedish Linnaeus Society

Botaniska trädgården | Uppsala | Sweden

Immagini © VERDEarchitettura

 

Tulip mania e non solo

Villa Taranto sul lago Maggiore è un giardino botanico nato negli anni 30 che ispira ancora oggi i suoi visitatori appassionati di verde

2013_set_01Per chi frequenta la sponda piemontese del Lago Maggiore i giardini botanici di Villa Taranto sono una vera istituzione. Reduce da una disastrosa tempesta estiva che l’anno scorso ha messo in serie difficoltà interi versanti della collina il parco ha riaperto al pubblico già in marzo. Sfidando il clima di questa strana primavera l’abbiamo visitato e si è rivelato ancora una volta una vera sorpresa. Nonostante le giornate di incessante pioggia il parco nel suo momento più glorioso di fine aprile regala ai visitatori le fioriture più spettacolari. Il parterre di tulipani, le magnolie decidue dai fiori profumati, i quattro esemplari di Davidia involucrata (albero dei fazzoletti) in perfetta fioritura sono solo alcuni dei motivi per cui vale la pena di programmare una gita in questi antichi giardini botanici. Anche se li si è già visitati meritano ancora di ritornarci in qualsiasi stagione contribuendo in piccolo a sostenere i lavori di restauro di molte parti del parco che richiederanno anni di opere. Lasciatevi ispirare dalle variopinte bordure di tulipani per scegliere i colori giusti dei bulbi da mettere a dimora tra poco e riscoprire in fiore la prossima primavera.

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http://www.villataranto.it/

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